Breve introduzione per il secondo episodio de "L'amore al tempo al tempo dell'amore", la saga ficzio che potete influenzare inserendo le vostre richieste nei commenti. Ecco, finita la breve introduzione:
Previously on "L'amore al tempo dell'amore": in una imprecisata bucolica contea dello Yorkshire, Elian Dean spompina un mulo.
Capitolo II -Fragranze conturbanti
"L'amore non ha tempi,quando bussa gli si apre" era solito ripetere in tono canzonatorio Sebastian, il giovane fattore della casa accanto a quella dei Dean. All'incauto che chiedesse il significato di queste parole, Sebastian era solito rispondere "Un uomo non è un uomo se non ha mai fatto sesso con una gallina".Poi, con gesto studiato, moridicchiava distrattamente il gambo di un girasole, tradendo con lo sguardo furie amorose non del tutto sopite.
Mentre questi pensieri affollavano la mente della giovane Elian, il turgido membro di Rammstein assumeva dimensioni mastodontiche, tanto da rendere quasi surreale il dialogo sotto la veranda :
- Cova ti fucchede karo?
(silenzio)
- Mi fembri affente, cofa ti burphthhhha?
(silenzio)
A Elian non sembrava vero aver trovato finalmente l'amore! Quello vero, quello che ti solleva da terra e ti fa volare, col cuore gonfio di gioia e gli occhi straripanti di contentezza.
Nonostante la virulenza dei sentimenti, il mulo Rammstein aveva fatto irruzione nella sua vita con la delicatezza di un glicine di cristallo, come quelli che l'anziana Bergman vendeva nel negozio di antichità all'angolo tra Burnington Street e Lame Park. Elian, tuttavia, non si sentiva ancor pronta a far cogliere il fiore della sua virtù. Aveva quindi iniziato con padronanza a dar di bocca all'estasiato compagno, come le era stato insegnato durante una piovosa estate a Dublino dal Toro di famiglia, Benicio.
Il quieto ma deciso sciabordio prodotto dal frizionar di amanti andava scandendo le ultime ore della contea; una fredda brezza, quasi a richiamare di corsa gli indaffarati abitanti alle tiepide abitazioni, sferzava la vallata.
In lontananza, dove la linea dell'orizzonte degravada tenue verso la sbiadita e incolta pianura, il cavallo Bugo si puliva il culo con Giusy Ferreri.
Nuova sezione del noto carodiario per famigli, che potremmo intitolare Dilloapepilavevadetto, ma sarebbe troppo lungo, quindi lo chiameremo "Le profezie di Nostrapepi"
Perchè è vero che appaio un balordo, un giangiullone, un poco di tuono, ma sentite un po' cosa avevo scritto in data non sospetta, ovvero a Marzo 2008 - frammento autentico, come può testimoniare Loh Scimmino
"L'11 settembre 2001 ero disoccupato. Fresco (ma non proprio freschissimo) laureato con 108/110 e uno splendido futuro di precariato davanti a me, nella migliore delle ipotesi. Ero in casa, a fondermi con la mia poltrona preferita, quella in simil-pelle bianca, che dopo tanti anni di frequentazione ha assunto la forma del mio sedere (nel suo momento di massimo splendore).
Stavo ingannando il tempo prima di andare a giocare a tennis guardando "Il meglio di Non è la Rai". L'interruzione improvvisa per un'edizione straordinaria di Studio Aperto fu accolta quindi da me con inevitabile rabbia, dato che mi pare fosse imminente un ballettino con gonnellini piuttosto succinti. Lì per lì non compresi la gravità della notizia - fino a quando non vidi la faccia dell'amico che era salito da me per andare al campo da Tennis. Lui non sapeva niente e immagino che nei suoi ricordi ci sono io che gli dico "Hai visto cosa è successo?" sulla soglia di casa mia. Questa domanda gliel'ho poi riformulata altre 1000 volte in seguito,inventandomi notizie "da edizione straordinaria" false, tra cui ricordo "Esplode nella Cambogia del Sud l'uomo che era il nonno di se stesso!" e "Hanno arrestato la Grande Muraglia, adesso non si può più vedere dallo spazio!"
Nel momento direi più tragico, ovvero quello in cui la tv trasmetteva le immagini delle persone che cercavano di salvarsi dai piani alti, decidemmo di andare comunque a giocare a tennis dicendo "Tanto se il mondo sta finendo noi cosa ci possiamo fare?".
Da allora sono cambiate tante cose. Innanzitutto non guardo più la TV (intesa nel senso di "telegiornali", programmi di varietà, film sui canali pubblici o privati) ho trovato un lavoro, direi non precario (sottolineo "direi") e forse conosco un po' meglio il sistema socio-culturale e le persone che stanno dietro alle grandi aziende del mondo bancario e finanziario. Immagino che queste persone, in peggio, siano poi quelle che arrivano ad avere un ruolo importante nel mondo politico, che poi, suona strano dirlo, dovrebbe essere identificato con quello che ha la responsabilità di prendere decisioni coraggiose, ponderate ed efficaci nei momenti di crisi.
Tutto questo per dire due cose. La prima è che la crisi economica che sta arrivando mi fa cagare addosso più dell'11 Settembre.
La seconda è che alle prossime elezioni voterò Il Partito delle Banane, con Loh Scimmino capolista, l'unico vero volto nuovo nel panorama politico italiano."
Quindi, cari i miei giornalisti così stupiti di questa improvvisa crisi economica, leggete più spesso Dilloapepi e frequentate meno i salotti bene.
mai arrendersi nella vita, neppur quando il browser cancella quel che scrivi.
E' toponomastico nelle filmazioni cinematografiche affrontare la finzione dell'amore tra una giovinetta e un uomo di successo. A questo ultimo è richiesto averci i soldi, alla prima medesima è richiesta una bellezza talmente esondante da causare più di un turgore nei pantaloni. E' possibile avere più di un turgore,vi chiederete voi? Ma prima chiarirei il concetto che topo ne mastico. Comunque volevo raccontarvi ciò che mi è accaduto avantieri o posciadomani, non ricordo mai.
Riflettevo davanti allo specchio. Quello ha subito chiamato i sindacati perchè gli arrubavo il lavoro. Ed ecco i sindacati urlare lo sfruttatore che sono, la necessità di adeguamenti salariali impellente che necessita ma soprattutto ad impormi la rinunzia ai meritati privilegi (la pasta dentifrica Iodosan, per intenderci).
Ed eccomi paziente sarto a ricucire la trattativa, con ago e filo di retorica e il portafoglio ben nascosto nel retrochiappe. Ungo i sindacati, per corromperli, ma loro si incazzano che il vestito era nuovoe glielo devo ripagare. Chiedo un prestito ponte, ma subito mia madre mi chiede se i tuoi amici si buttano dal prestito ponte tu cosa fai, ti butti anche tu? Interpello la corte dei conti europea, ma sono tutti impegnati a guardarsi col monocolo schizzandosi di pasticcini sopraffini . Torno dallo specchio e gli dico vediamo, mediamo, me mi amo, troveremo una soluzione. Poi lo rompo con violenza. Ma lui mi dice che comunque si era già rotto.
C'e' il Ghezzi, a casa mia, per assistere all'esecuzione annunciata dei rossoblu in quel di Firenze. Avete presente quando alla televisione dicono "Certi idioti non sono neppure degni di essere chiamati tifosi"?
Esatto, il Ghezzi.
Non l'ho invitato, si è presentato abbattendo la porta al grido di "Quei gobbi di merda mi han vietato la trasferta e adesso son cazzi tuoi".
In genere evito di far conversazione col Ghezzi perchè mi risponde sempre e soltanto "La gente vuol sapere", spiazzandomi. Poi sta zitto per un po'. Quando provo a riprendere il discorso attacca con "Chi noi siamo". E quando finalmente entro in sintonia e mi attendo un "E noi glielo diciamo" a sorpresa mi rutta in faccia e sghignazza. Non sono bravo a scegliermi gli amici, lo so.
Ci si collega su SKy e la sapiente regia inquadra i seri Menarini a colloquio con i liberali Della Valle
"Come cazzo hanno fatto a entrare?" sbraita il Ghezzi. "Potevano entrare solo gli abbonati e loro son lì! Quei due gobbi di merda sono abbonati ai violamerda???"
"Ma no", faccio io, "sono persone molto serie e quindi rispettabili - per loro il divieto non vale, poichè rappresentano il Bologna intiero."
"Gobbi di merda" ringhia il Ghezzi, facendo significativi progressi nel suo processo mentale.
Inizia la partita - tra un gobbo di merda e l'altro mi sembra di intravedere un buon Bologna che tiene bene contro la forte Fiorentina. Intorno alla mezz'ora della ripresa il lento e anziano chitarrista Santana scende sulla fascia. Castellini fa tre passi indietro per guardarlo meglio in faccia ed eventualmente chiedergli un autografo. Santana ne approfitta e crossa, ma crossa lentissimo, come se non ne avesse voglia. Pieno di spirito paterno Antonioli si getta su Terzi per fermarlo perchè sta sudando troppo e ha paura si becchi un raffredore, che questa è la stagione. Gilardino divertito mette la palla in rete.
Tuffo nel cuore per me, e tuffo del Ghezzi dalla finestra con un coltello in bocca.
Parte oggi un nuovo appuntamento del carodiario Dilloapepi, un carodiario che andrebbe fatto pagare per tanto è il servizio che offre ai giovani. Si tratta di un racconto a puntate della serie Pepi Harmony, dove il lettore può intervenire richiedendo nei commenti elementi che vorrebbe vedere inseriti nella storia (un imbuto a serramanico, per esempio) o sviluppi della storia che vorrebbe vedere. Altrimenti, come al solito, decide l'autore. Si dia il luogo a questa saga sentimentale:
L' Amore al tempo dell'amore (prologo)
Il sole aveva cominciato a far capolino nel cielo titubante della contea, asciugando le gocciole che ancor bagnavano con riverenza le ginestre. Anche l'erica e il brugo rialzavano maestosamente la cresta, fieri testimoni del recente temporale, atavico despota che benediceva e malediceva lo Yorkshire al medesimo tempo. Una misticanza di colori pallidi eppur vivaci stava inaspettatamente dando vita a un acquarello di cangiante mutevolezza. Un diffuso giallo primaverile sbiadiva nel celeste orizzonte con graduale delicatezza; il tramonto, che andava spandendosi per la solitaria brughiera, sembrava volersi attardare ancora alcuni istanti per esser parte di questo stupefacente e inatteso spettacolo.
In lontananza, un tenue filo di fumo usciva dalla casa coloniale dei Dean - i mattoni d'antica fattura risplendevano nel loro vigore secolare, incastonati di preziose finestre che andavano schiudendosi. Gli stipiti, con tutta la forza del loro fragoroso silenzio, annunziavano al mondo la freneticità delle attività domestiche che erano proseguite senza poseadurante il temporale.
Lontana da occhi discreti e immersa nei suoi pensieri leggeri, proprio all'ombra della scricchiolante veranda, Elian spompinava un mulo.
Dopo aver espugnato San Siro siam tutti già proiettati in Champions League: maigoduti per natura, ci stiamo lamentando che non essendo teste di serie l'anno prossimo ci toccheranno subito squadroni come il Barcellona, il Real o il Manchester. E su quei campi, in trasferta, a volte bisogna sapersi accontentare di un punticino.
Prima della Champions, comunque, c'e' la formalità Atalanta.
Per scaramanzia stessa formazione che ha espugnato San Siro, ovvero io e mio padre davanti alla Tv. Nelle stesse posizioni. Con gli stessi vestiti (adesso poi che è venuto il brutto tempo si aspetterà Maggio per lavarsi di nuovo).
Non c'e' n'e' per nessuno neanche stavolta... inizia la partita e le maglie bianche sono dappertutto, in centrocampo sembriamo quattordici - gli altri storditi la palla non la vedono mai...
"Hai visto? Anche stavolta stiamo dominando!"
"Cazzo dici? Siam mica più le maglie bianche...stavolta giochiamo in casa !"
Non me ne ero accorto. E dire che c'erano un sacco di indizi.
Tipo Marazzina che al decimo secondo già si lamenta con i compagni che non lo servono come vorrebbe. O Arrigoni svelato dai microfoni di fondo campo mentre dice "Uscci, ha viscto come corrono? Scion dappertutt, ciò". Castellini fa qualunque cosa pur di non difendere - a un certo punto mi sembra di vederlo sulla pista di atletica che prova i 400 metri. Intanto l'Atalanta fa un gol con il tiro più lento che si ricordi dai tempi in cui Stefano Tilli veniva considerato un velocista. Come negli incubi tutto si muove al rallentatore: cerco di urlare ma non ci riesco, devo tornare a fare la maturità e mi cambiano le materie, ho perso il libretto universitario, tutta la difesa del Bologna sembra camminare dentro le sabbie mobili. Mentre Castellini scioglie misura e para di terza, lo score è lapidario 0-1. E' finita. Serie B: è fatta! (titolerà lo Stadio). Tra noi è un fioccare di "Dall'Atalanta perdiamo sempre"- "Quesqui son delle gran brutte bestie. Quesqui corrono dappertutto e son tecnici. Quesqui c'han Floccari, che noi quei giocatori lì non li prendiamo mai. Quesqui vanno in Champions l'hanno prossimo, peccato che non son teste di serie".
Quesqui prendono il palo, tolgono tutti gli spazi e costringono l'Arrigoni a mandar dentro Bernacci, accompagnato dalle parole d'incoraggiamento "oscci, se scei alto, ciò".
Cominciamo a crederci - Bernacci la liscia alla Pino Lorenzo, Volpi prova a stordire il Coppola con una legnata, Amoroso uccella la difesa ma non la mette. Sarebbe fatta...se la partita durasse altri 280 minuti la metteremo dentro sicuramente. Ma l'arbitro, più reazionario di un feldmaresciallo austriaco, fischia la fine al 94esimo spaccato. Siamo a 3 punti dal baratro, lo spettro della serie B e del conseguente fallimento non è mai stato così vicino, bisogna cominciare a vendere i giocatori buoni e ad attrezzare la compagine per una dignitosa cadetteria.
Su Sky parte una 96 ore dedicata alla crisi del Milan, inaugurata da un solerte giornalista che si avvicina all'Ancelotti desideroso di chiedere "Ma allora è vero che un maiale non può allenare?". .
La cosa, però, non ci riguarda più. L'anno prossimo ci sarà la Pro Sesto in B, e quelli son campi dove a volte bisogna sapersi accontentare di un punticino.
Sembra un incubo da cui non riesco a svegliarmi. Poi in tv inquadrano le tette della D'Amico, e il naufragar m'e' dolce in questo mare.
Sono andato a ritirare le analisi del sangue, inerenti la mia situazione epatica di cui alcuni si preoccupano e di cui altri giustamente si lavano le mani.Visti i valori tornati alla normalità posso a questo punto dare qualche suggerimento agli amici che cercano su Google: se come sintomo avete la febbre a 38, avete le urine arancioni, una dermatite che si manifesta principalmente sulle mani.... siete affetti dal parvovirus. Niente di troppo preoccupante, vi dirà il vostro medico di base.... l'unico consiglio che posso darvi io è... contemporaneamente a queste manifestazioni non andate a togliervi il dente del giudizio, altrimenti saranno veramente cazzi.
Ho una tartaruga,adesso. Il nome è in fase di definizione e al momento cambia ogni settimana (Pepiruga, Tartapepi, Raratuga, Sud Sulawuga, Tirturacchia, Caretta Caretta).
Loh Scimmino (a proposito, che fine aveva fatto?), nasato che il personaggio potrebbe diventare popolare, naturalmente non perde occasione per farcisi fotografare insieme.
Proprio così, con il ritornare del Settembre, con il ritornare dei Dirigenti nelle aziende, con il palesarsi delle serie più bramate dei giovani nuovamente alla televisione (Previously on La Freccia Nera) e con il ritornare dell'emergenza maltempo non poteva mancare una nuova edizione del noto quiz per Famigli "Chi vuol esser Dilloapepi"
Il regolamento della nuova edizione è esattamente uguale a quella dell'anno scorso, che ricordo fu vinta da....boh? ma viene arricchita con nuovi premi: questa volta a chi indovinerà verranno dati in dote un certo ammontare di generici punti pepi. Pensate la novità. Non so se rendo. Alle volte ho il cervello che mi scureggia. Ma basta con gli astiosi regolamenti e andiamo a sottoporre all'audienza il primo quiz, che vale ben 1500 generici punti che verranno attribuiti al primo che inserirà la risposta nei commenti
DISINSERIMENTO DI SPAZI TRA PAROLE E AGGIUNTA DI ALTRI PER DARE UN SENSO
Soluzione (2,7,6 - 7,8)
Definizione: Sposti il profumatore d'alito - Scorregge tremule trattenute
Nel frattempo che ci pensiate, è il caso di mettere un trailer molto noto
canta amaro Ramazzotti cercando di scacciare una moschea dal pensier latente che una volta gli promise terra pur facendolo nascere ai borghi di periferia ove i tram non vanno quasi in bus. E' la canzone popolana dell'italico vecchio scarpone, quanto tempo hai pestato - è il sorgere della melodia che accompagna l'estate dei più, distesi a incremarsi il corpo di modo da esser pronti per l'immanente sepoltura, arrostiti da un sole crematorio, attendendo l'ora fatale sdraiati in lettini-bara pronti a esser ripiegati da bagnini che doneranno refrigerio nella cantina obituariale del più vicino ospedale mortuario. Mi scrive a proposito Apro Posito, dal comune di Arcidosso (GR) e dice "Cazzo, come sei funereo oggi"
E' perchè ho ascoltato in radio per l'ennesima volta la hit single "Non ti scordar mai di me"